Infiammazione alle vie urinarie | Quando la pipì è dolorosa per il gatto

Patologia delle Basse Vie Urinarie nel Gatto è una patologia molto frequente, soprattutto negli animali castrati, che vivono in casa e sono in sovrappeso/obesi. Colpisce prevalentemente animali di età compresa tra i 2 -6 anni e nel maschio risulta spesso più grave. E’ caratterizzata da un’infiammazione della mucosa del tratto urinario e si manifesta con minzione dolorosa e frequente, con possibile presenza di sangue nelle urine e diminuzione del volume delle stesse. Talvolta l’ostruzione è completa (soprattutto nel maschio). E’ considerata una patologia ad eziologia multifattoriale ma la causa più frequentemente individuata è la presenza di uroliti (calcoli) nel tratto urinario. Tra questi, quelli più frequenti sono i calcoli di STRUVITE, seguiti da quelli di ossalato di calcio e urato d’ammonio. La dieta e le abitudini alimentari sono importanti fattori di rischio, ma possono essere tenuti sotto controllo, almeno in parte, dal proprietario. Essendo la struvite la causa più frequente di questa patologia, gli studi e le indicazioni sono più spesso rivolte a prevenirne la formazione per evitare l’infiammazione. La dieta va ad influire il ph urinario,fattore predisponente alla formazione di cristalli. Il gatto è un carnivoro e produce urine leggermente acide; la dieta dovrebbe determinare la produzione di urine con un ph compreso tra 6-6,5. Dovrebbe contenere ingredienti di origine animale, soprattutto per quanto riguarda le proteine che sono acidificanti naturali in quanto contengono aminoacidi solforati. Al contrario, i cereali alcalinizzano le urine poiché contengono elevati livelli di potassio( tranne la farina glutinata di mais che rappresenta un’eccezione in quanto ricca di aminoacidi solforati come le proteine animali). Dovrebbe essere di elevata qualità e molto digeribile, con livelli relativamente bassi di magnesio..

Dopo ogni pasto si va incontro a quella che viene chiamata “marea alcalina postprandiale”. Sia la dimensione del pasto sia la frequenza incidono sull’entità e durata del fenomeno. Un cibo che produca urine alcaline sarebbe preferibile somministrarlo come pasto singolo, al contrario un cibo che produca urine acide può esser dato  anche “ad libitum”, seguendo la naturale tendenza che ha il gatto ad assumere piccole e frequenti quantità di cibo durante la giornata. Il consiglio più pratico che mi sento di dare, per questo tipo di problematica, è di alimentare i gatti con una dieta di alta qualità prevalentemente umida, affinché si vadano a diluire le urine e se ne producano di più. Dal momento che non possiamo chiedere al micio  di bere di più, il modo più naturale per ottenerlo è di dare prevalentemente un’alimentazione umida, cioè che contenga una percentuale di acqua superiore al 70%.
Qualora i calcoli e il sedimento siano già presenti è fondamentale analizzarli per poter fornire l’alimentazione dedicata più corretta. Esistono sul mercato diete già pronte che aiutano sia la prevenzione sia la cura in determinati casi. Altre volte la risoluzione è il trattamento chirurgico, in caso di grossi agglomerati o calcoli. Le possibilità di recidive sono spesso molto alte in questi casi, ma l’utilizzo di una dieta specifica e il diluire le urine aiutano a prevenire il problema. Vi aspettiamo sempre presso la Neptunia Veterinaria in Via Rinascita, 8 a Nettuno per chiarire qualunque dubbio e se volete farci qualche domanda contattateci anche sulla nostra Pagina Facebook.]]>

Facebook
LinkedIn