I pitoni | come allevarli, dove farli vivere e le possibile malattie

Africa centro occidentale, dove svolgono vita semi arboricola, arrampicandosi sugli alberi durante la notte e nascondendosi nei cespugli o rintanandosi sotto terra durante il giorno. La loro dieta in natura include vari tipi di roditori africani come i gerbilli e i topi spinosi africani. Il pitone reale è uno dei serpenti più popolari nei negozi specializzati grazie ad un costo relativamente conveniente, alla notevole bellezza e al carattere docile. Inoltre le dimensioni limitate a 130-150 cm  lo rendono un animale molto adatto alla cattività anche per i principianti, spiega il Dott. Simone Rota, specializzato in animali esotici

La teca

I giovani pitoni reali fino ai 300 gr possono vivere in teche 40x20x20, i subadulti fino ai 1000 gr in teche 60x40x30 e gli adulti sopra il kg in vasche 80x60x30.  Come substrato si può usare o un tappetino di erbetta sintetica o giornali. Mentre sabbia, torba o corteccia non sono consigliati perché difficilmente lavabili e perché favoriscono infezioni cutanee e costipazioni. Deve essere disponibile un’ampia ciotola, dove l’animale può immergersi completamente, che permetta di mantenere i livelli di umidità intorno al 60%. Inoltre è obbligatorio offrire almeno due nascondigli, uno nella zona calda e uno nella zona fredda, per permettere al pitone di nascondersi. Le temperature dovrebbero variare trai 27-29°C e arrivare ai 32 gradi nel punto di basking; durante la notte la temperatura non dovrebbe scendere sotto i 25°C. Il riscaldamento del terrario può essere ottenuto o con una lampada in ceramica associati in alcuni casi a tappetini riscaldanti che non devono mai entrare in contatto con il serpente. Anche la lampada va opportunamente schermata con una rete per evitare il contatto diretto con il serpente.

L’alimentazione

La dieta dei pitoni si basa principalmente di topi e di ratti secondo diverse tempistiche:
  • I giovani pitoni dovrebbero essere alimentati ogni 7-10 giorni;
  • gli animali adulti possono essere alimentati ogni 2-3 settimane. Poiché i serpenti mangiano la preda intera, integrazioni vitaminiche non sono necessarie. Noi raccomandiamo prede decongelate per la sicurezza dei serpenti. Infatti, ferite da graffio o da morso sono spesso visti in pitoni alimentati con topi vivi.

Le malattie

Le malattie più comuni sono rappresentate dalla disecdisi, dagli acari, da parassitosi intestinali e da stomatiti. La disecdisi (dal greco disecdysis) è un’alterazione patologica della muta dei rettili, che risulta incompleta. Negli esemplari colpiti, brandelli di pelle rimangono attaccati agli arti, alla coda o sulla superficie degli occhi. Oltre al rischio di infezioni che si possono sviluppare al di sotto della pelle morta, anelli di pelle possono agire come un laccio emostatico, causando la morte dei tessuti a valle dell’occlusione. Gli acari sono piccoli artropodi rossi o neri che possono esser notati anche ad occhio nudo e provocano molto prurito che tende a stressare notevolmente i pitoni. Un serpente infestato spesso passa molte ore immerse nella ciotola nel tentativo di “affogare” questi insetti. Oltre a questi tipi di insetti, i pitoni possono esser parassitati da vermi intestinali o batteri intestinali che possono provocare disordini gastroenterici. Per evitare questa situazione è consigliabile mantenere la teca sempre pulita ed evitare di alimentare i pitoni con prede selvatiche. Spesso i serpenti di questo genere sono affetti da un’infiammazione della mucosa orale a causa di una cattiva gestione alimentare che si definisce stomatite. Non mangiando in maniera corretta i pitoni possono andare incontro a cachessia che può predisporre a malattie metaboliche. Se volete avere altre informazioni relativi ai rettili e ai così detti animali non convenzionali non esitate a contattarci presso la Neptunia Veterinaria in Via Rinascita, 8 a Nettuno dove tutto lo staff sarà a vostra disposizione per rispondere a tutte le vostre domande oppure sulla nostra Pagina Facebook.]]>

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